Come proteggersi dalle trappole per turisti

Falsità e falsi miti su Matera: breve manuale di sopravvivenza.

Sei su: Come proteggersi dalle trappole per turisti a Matera. Immagine con falso dipendente comunale che indossa una maglietta con il simbolo delle informazioni turistiche.Sarà perché l’industria turistica materana è nata relativamente da poco, ma molte cose non funzionano ancora come dovrebbero. Con il risultato di compromettere, nel peggiore dei casi, l’esperienza dei visitatori. I quali, appena messo piede a Matera, rischiano di cadere nelle tipiche trappole per turisti.

L’accoglienza, ad esempio, è demandata in gran parte ad agenzie private. Non certo il massimo per una città che punta sempre più decisamente sul turismo. Ma non sarebbe neanche del tutto negativo, se avvenisse con la dovuta trasparenza. Anche chioschi infopoint verso cui i turisti sono immediatamente veicolati, appena arrivati, da un esercito di promoter / acchiappini / buttadentro o dalla segnaletica, sono per lo più gestiti da agenzie private.
Il compito degli infopoint propriamente detti dovrebbe essere, però, solo quello di fornire indicazioni generali.

Nell’ultimo bando si legge, infatti:

“I servizi dovranno essere resi secondo il principio della massima imparzialità, senza favorire in alcun modo particolari esercizi, categorie o soggetti e senza chiedere alcun compenso agli utenti per le informazioni e i servizi offerti”.

Occhio alle truffe!

Come regola generale, diffidate di chi si professa dipendente pubblico (con tanto di badge) o di chi propone visite guidate organizzate dal Comune di Matera o dalla Regione Basilicata. Semplicemente, non esiste nulla del genere! Gli unici dipendenti pubblici che troverete in giro, pronti a fornire informazioni, sono i membri della Polizia Municipale. Cui rivolgersi anche per sengalare stranezze e abusivismi vari.
L’unica sede dell’APT (Agenzia di Promozione del Territorio) è ubicata in via De Viti De Marco. In generale, comunque, l’APT non fornisce servizi di visite guidate. Al massimo, alla pari dei vari infopoint, può fornire l’elenco delle guide autorizzate iscritte negli elenchi regionali. Dunque, se qualcuno che si presenta come APT o come ufficio turistico vi volesse vendere una visita guidata, sta mentendo.

Non mancano, ovviamente, le guide abusive e in generale coloro che esercitano abusivamente la professione. Gli unici autorizzati a fornire servizio di visita guidata sono in possesso di un tesserino identificativo. Vi troverete foto, nome, cognome, numero di iscrizione agli elenchi regionali e la lingua straniera per cui si è abilitati. In base alla nuova legge, i professionisti abilitati possono esercitare su tutto il territorio nazionale. A Matera, dunque, potreste trovare guide con abilitazione pugliese o di altre regioni. I tesserini, però, sono di fattura diversa, variando da regione a regione, quindi state attenti.

E alle classiche trappole per turisti!

L’impressionante numero di chiese rupestri (oltre 150 quelle censite) ha favorito il sorgere di nuovi e pittoreschi siti dal dubbio valore storico-artistico. Gestori di case grotte e cantine si sono improvvisamente riscoperti tenutari di cripte rupestri, con tanto di “affreschi”. Ovviamente, l’ingresso è a pagamento.

Per nessuna ragione al mondo, poi, dovrete pagare un biglietto per entrare nei Sassi (intesi come quartiere). Solo nei giorni del Presepe Vivente alcune aree sono recintate e per accedervi bisogna pagare. Ma restano sempre ampie aree del tutto pubbliche cui l’accesso è gratuito. Anche alcune chiese rupestri sono visitabili gratuitamente: ad esempio, quella del Santo Spirito in Piazza Vittorio Veneto. Se ve la propongono come “ticket incluso” in un tour a pagamento, dunque, qualcosa non va. In generale i costi dei biglietti sono ancora abbastanza bassi a Matera. Tranne che per la Cripta del Peccato Originale, rimangono entro i 5€.

Luoghi comuni…

Tra i luoghi comuni più diffusi (assurdamente ancora riportato in alcune brochure dell’APT!) quello che riguarda i monaci basiliani. Le similitudini paesaggistiche con la Cappadocia hanno spinto più di qualcuno a ritenere i seguaci di San Basilio, giunti dall’Oriente sulle loro brave barchette, i fautori del ricchissimo patrimonio religioso rupestre nel territorio materano.

Altri stereotipi e luoghi comuni su Matera la dipingono come una città dal passato tragico. Povera e troglodita, la “capitale della Civiltà contadina“, sarebbe però “la città più antica del mondo“. O magari la terza. Nei casi più grotteschi, le “grotte” dei Sassi o della Gravina avrebbero ospitato dai dinosauri a San Francesco d’Assisi.

Si sente spesso, poi, riferirsi a uno dei due Sassi come “più antico” o “più bello”. Solo qualcuno che non conosce affatto la città lo direbbe! Oppure qualcuno che ha un suo ritorno nel condurvi lungo quel preciso itinerario, con determinate tappe. Intendiamoci, ogni guida ha il suo itinerario favorito, nel quale riesce meglio a raccontare la città. Anche noi lo abbiamo! Non per questo, però, ci spingiamo a qualificare una parte come più bella o antica dell’altra, quando non è vero!

… e falsi miti.

Vi sono anche falsi miti positivi, come quello che vuole il sistema di raccolta delle acque il motivo principale dell’inserimento dei Sassi nel Patrimonio UNESCO. Per quanto sia uno degli elementi che più caratterizza l’insediamento materano, non è neanche citato tra le motivazioni ufficiali! È infatti l’intero ecosistema uomo-ambiente, mantenutosi in equilibrio per alcune migliaia di anni, plasmando inoltre un paesaggio unico al mondo, a costituire il motivo principale che ha reso il centro storico di Matera il primo, tra quelli dell’Italia Meridionale, ad essere iscritto nella lista UNESCO (Dicembre 1993).

 


Vi state chiedendo come salvaguardare, dunque, la qualità della vostra esperienza a Matera? Non temete, è molto semplice: contattandoci e prenotando i nostri servizi!

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